Angelo Caroselli
b. 1585, Rome
d. 1652, Rome
Saint Sebastian Tended by Irene
Oil on canvas
131.5 x 166.5 x 10 cm (51 3/4 x 65 1/2 x 4 in.)
With frame: 172.5 x 208 cm (67 7/8 x 81 7/8 in.)
Provenance
Milan, private collection.
Literature
G. Papi, in La “schola” del Caravaggio. Dipinti dalla collezione Koelliker, Milano 2006, pp. 156-159, n. 42; A. Zuccari, in Da Caravaggio ai caravaggeschi, Roma 2009, pp. 352, 361, note 47-49, 51; G. Papi, L’enigma Caroselli, in «Artibus et historiae», 65, 2012, pp. 147, 150, nota 59; M. Rossetti, Angelo Caroselli (1585-1652) pittore romano. Copista, pasticheur, restauratore, conoscitore, Roma 2015, pp. 189-192, n. 21.
Description
La maestosa tela mostra il momento in cui San Sebastiano, dopo il martirio subito con le frecce, è curato dalla vedova Irene. Il santo è semidisteso con le braccia aperte, ad evocare la croce del Cristo; gli occhi sono lucidi e rivolti al cielo, la bocca dischiusa, mentre il pube è coperto da un perizoma dello stesso rosso del sangue che scende dalle ferite. Irene, la figura femminile con l’abito scuro e il capo velato, annoda una benda intorno al braccio sinistro di San Sebastiano e rivolge a lui lo sguardo, amorevolmente; insieme a lei altre due figure femminili offrono le loro cure al santo. In primo piano si trova un bacile dorato con al centro uno stemma: Marta Rossetti ipotizza si tratti dell’emblema di un canonico o di un parroco (in quanto parrebbe caratterizzato da due cordoni con tre nappe ciascuno) con il galero in cima e due bande incrociate, ma non è stato possibile per ora identificarlo con certezza. Accanto vi sono una spugna e due frecce, ancora sporche di sangue, mentre sul fondale l’arcata a tutto sesto potrebbe essere l’antica Cloaca Massima, dove l’imperatore Diocleziano ordina che sia gettato il corpo del santo dopo la morte.